Gli obiettivi in sintesi
Edifici residenziali: consumo medio di energia primaria ridotto del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 rispetto al 2020, con almeno il 55% del risparmio ottenuto ristrutturando gli edifici peggiori (classi F e G).
Nuove costruzioni: a emissioni zero dal 1° gennaio 2030 (dal 2028 per gli edifici pubblici).
Solare: obbligo progressivo di predisposizione e installazione sui nuovi edifici residenziali e sugli edifici pubblici e non residenziali oltre certe soglie, tra il 2026 e il 2030.
Caldaie a combustibili fossili: stop agli incentivi dal 2025 per quelle "stand-alone", uscita graduale entro il 2040.
Recepimento nazionale: entro il 29 maggio 2026 l'Italia deve approvare le norme attuative e il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Cosa significa per chi possiede una casa in classe F o G
Circa il 60% degli edifici italiani è in classe F o G. Non c'è un obbligo individuale, ma tre effetti concreti: gli incentivi nazionali saranno concentrati su questi immobili (conviene programmare i lavori per tempo), il valore di mercato si sta già differenziando tra classi alte e basse (fino al 15-20% di differenza nelle grandi città), e per vendere o affittare serve sempre l'APE.
Il percorso consigliato: prima una diagnosi energetica o un APE con indicazioni di miglioramento, poi gli interventi con miglior rapporto costo/beneficio (isolamento del tetto, infissi, pompa di calore, fotovoltaico), verificando le detrazioni disponibili.
Gli interventi che pesano di più
1) Isolamento di tetto e cappotto: fino al 30-40% di consumi in meno. 2) Sostituzione infissi: 10-15%. 3) Pompa di calore al posto della caldaia: dimezza l'energia primaria per il riscaldamento. 4) Fotovoltaico con accumulo: copre gran parte dei consumi elettrici e rende quasi gratuita la pompa di calore. 5) Ventilazione meccanica e termostati smart: comfort e 5-10% di risparmio.
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Domande frequenti
Dovrò per forza portare casa mia in classe D entro il 2030?
No. Il testo finale ha eliminato l'obbligo di classe minima per il singolo immobile residenziale: l'obiettivo (-16% dei consumi medi al 2030, -20/22% al 2035) è a livello nazionale. Lo Stato deciderà con il piano nazionale quali edifici incentivare per primi: almeno il 55% del risparmio dovrà arrivare dal 43% degli edifici peggiori.
Posso ancora installare una caldaia a gas?
Sì, ma dal 2025 le caldaie alimentate solo a combustibili fossili non sono più incentivabili con i bonus e l'obiettivo europeo è la loro uscita graduale entro il 2040. Le soluzioni ibride (caldaia + pompa di calore) e le pompe di calore restano incentivate.
Servirà un nuovo APE?
Entro il 2030 la scala APE verrà armonizzata in tutta Europa (classi da A a G, con A0 per gli edifici a zero emissioni). Gli APE esistenti restano validi fino a scadenza (10 anni), ma per vendere o affittare oggi serve comunque un APE valido.